20000 posti di lavoro persi nell’IT nel 2009.
30 Novembre 2009Ventimila. Questa è la cifra secca dei posti di lavoro persi che la crisi economica in corso ha determinato nel settore dell’Information Technology. Da Eutelia a Nokia, da Motorola ad Alcatel-Lucent tutte le principali multinazionali stanno ridimensionando drasticamente la loro presenza in Italia. E non sono solo i centri di produzione a soffrire, ma anche soprattutto i centri di ricerca. Emblematico è il caso della Nokia di Cinisello B. nel milanese o della Motorola di Torino. Lì si smantellano i centri di ricerca e si licenziano gli ingegneri e non a vantaggio dei paesi emergenti, ma come nel caso della Nokia , a vantaggio degli USA. A Dallas viene, infatti, trasferita l’attività di ricerca che fino ad oggi era a Cinisello B. La gravità della situazione non sta solo nella dimensione sociale della crisi, ma anche soprattutto nel ridimensionamento di un settore , quello dell’IT, decisivo per accompagnare nel futuro le imprese e tutto il Paese. Gravi sono le responsabilità delle multinazionali, che dopo aver approfittato dell’Italia in tempo di vacche grasse oggi ci voltano le spalle buttando alle ortiche ogni forma di responsabilità sociale dell’impresa. Ancora più grave è l’ignavia del governo che nulla fa per mettere in campo una politica industriale capace di dare certezze ai lavoratori e incentivare gli investitori. La farsa della banda larga concentra in sè tutta l’inettitudine del governo Berlusconi. Sempre promessa e sempre rinviata. Intanto le imprese licenziano e chiudono gli impianti.





