Dalle audizioni al Senato tanti no al decreto Romani
28 Gennaio 2010Sono in corso da alcuni giorni le audizioni dei soggetti interessati al Decreto Romani . Da Google a Sky, dalle associazioni degli autori di cinema e produttori indipendenti agli internet providers è un coro di no al maldestro tentativo del governo di modificere in peggio la già cattiva legge Gasparri. E di mettere la museruola a internet. In particolare è stato durissimo l’intervento del presidente dell’Autorità delle Comunicazioni Corrado Calabrò: solo i paesi autoritari come Cina e Iran avanzano proposte restrittive della libertà sulla rete, l’Italia non li segua è stato il suo monito. Le audizioni richieste dal PD hanno messo a nudo gli aspetti critici del decreto. Dobbiamo continuare in questi giorni la battaglia sui giornali e sulla rete per per chiedere che le norme su Internet vengano rimosse e per evitare di fare altri regali a Mediaset nel campo della pubblicità e dell’occupazione delle frequenze.





