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BLOG | POLITIK

Dalle audizioni al Senato tanti no al decreto Romani

28 Gennaio 2010

Sono in corso da alcuni giorni le audizioni dei soggetti interessati al Decreto Romani . Da Google a Sky, dalle associazioni degli autori di cinema e produttori indipendenti agli internet providers è un coro di no al maldestro tentativo del governo di modificere in peggio la già cattiva legge Gasparri. E di mettere la museruola a internet. In particolare è stato durissimo l’intervento del presidente dell’Autorità delle Comunicazioni Corrado Calabrò: solo i paesi autoritari come Cina e Iran avanzano proposte restrittive della libertà sulla rete, l’Italia non li segua è stato il suo monito. Le audizioni richieste dal PD hanno messo a nudo gli aspetti critici del decreto. Dobbiamo continuare in questi giorni la battaglia sui giornali e sulla rete per per chiedere che le norme su Internet vengano rimosse e per evitare di fare altri regali a Mediaset nel campo della pubblicità e dell’occupazione delle frequenze.

NO AL DECRETO ROMANI SULLE TV E INTERNET

16 Gennaio 2010

Martedì inizierà in Commissione in Senato la discussione sul Decreto Legislativo di applicazione della nuova Direttiva Europea sulla radiotelevisione. Il governo, andando oltre la delega avuta dal Parlamento, sta cercando di cambiare in peggio parti essenziali della stessa famigerata legge Gasparri.
1. Si vuole escludere dal conto del 20% dei programmi, massimo per legge per ciascun operatore, i programmi che vengono ripetuti occupando altre frequenze e quelli a pagamento.
2.Si riduce la pubblicità a Sky mentre si allargano, le maglie su televendite e telepromozioni.
3.Si ridimensionano gli obblighi della RAI per l’acquisto i film italiani ed europei.
4.Saltano i benefici per il nostro cinema previsti dal governo Prodi.
5.Si cerca di mettere la museruola a Internet imponendo il diritto di rettifica all’informazione online equiparandola al TG1 o al TG5.
6. Si vuole imporre all’Autorità delle Comunicazioni di far valere le norme sul diritto d’autore sulla Rete non distinguendo Youtube o Google dai tradizionali media audiovisivi.
Daremo battaglia alla Camera e in Senato per modificare il decreto Romani e per non aggravare il già inaccettabile conflitto d’interesse di Berlusconi.

FORMIGONI SU YOUTUBE.

5 Gennaio 2010

Forse pochi per il momento se ne sono accorti, per la precisione ad oggi meno di 6000 persone, ma Babbo Natale ha portato ai lombardi Formigoni su Youtube. Operazione intelligente e moderna di comunicazione, molto obamiana. Anche Formigoni si cimenta, dunque, con la Rete con un modulo interattivo. Forse i pistolotti che gli riserva a piene mani il tg regionale della RAI hanno fatto il loro tempo. Servono per le vecchine, ma non per i giovani che sono digitali e non analogici. Bene Presidente,envenuto sul web. Peccato che il tutto sappia molto di campagna elettorale a meno di 100 giorni dalle elezioni regionali. Peccato che questa nuova immagine digitale della Regione sia su misura più per le esigenze di comunicazione del Presidente e che non per raccontare la Lombardia vera. Quella dei pendolari alle prese con disservizi sempre più gravi o quella dei lavoratori che salgono sui tetti delle loro fabbriche per difendere il posto di lavoro. Sono già tutti presenti in Rete ma Formigoni li ignora.

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