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BLOG | POLITIK

Regionali:un risultato deludente per il PD.Vince la Lega.

30 Marzo 2010

Non giriamoci intorno. Speravamo di più da queste elezioni regionali.Chi sperava in un contagio francese:tante astensioni più voti a sinistra. Chi nell’effetto buon governo locale. Chi nei sondaggi. Tutti sono, siamo rimasti delusi. La Lega vince a valanga nel nord e non solo. Il PdL tiene al sud. IL PD rimane sui livelli delle scorse europee, quindi con un bottino di voti molto magro. L’auspicata tendenza al recupero non c’è stata. Il nord rimane un continente difficile da espugnare, difficile perfino piantare qualche bandierina, tanto è saldamente in mano alla Lega. Il programma lumbard contro gli immigrati e padroni a casa nostra, sarà solo un messsaggio ideoligico, ma funziona. Almeno per il momento i cittadini ci credono. Il nostro messaggio, politicamente correttissimo, lavoro e impresa portato in giro per l’Italia da Bersani non è stato colto. Forse perchè sovrastato nel caos della comunicazione elettorale dall’altro messaggio più di “sinistra” tipo arriva il fascismo, difendiamo la RAI in pericolo e dai addosso a Berlusconi e le sue escort, efficacemente sintetizzato da Luttazzi. Se vogliamo costruire l’alternativa alla destra, bisogna prima costruire davvero il PD e dargli un profilo che parli ai cittadini normali, non solo a quelli più radicalizzati.

Decreto Calderoli:più soldi a Roma ladrona.

24 Marzo 2010

Anche in questa campagna elettorale la Lega ripropone il solito slogan contro Roma ladrona. La “trota” Renzo Bossi al suo primo comizio canta la stessa canzone, niente soldi a Roma. La verità è però un’altra. La Lega di lotta non condizione la Lega di governo . Il decreto sugli Enti Locali del leghissimo ministro Calderoli,approvato definitivamente ieri dal Senato, prevede infatti per il SOLO comune di Roma un premio di ben 80 milioni di euro. Perchè? E gli altri comuni? Nisba! Neppure se sono stati virtuosi nel rispetto del patto di stabilità. Neppure se hanno fatto le formichine. Nemmeno un centesimo. Qualcuno si chiede che fine abbia fatto il federalismo.Eccolo, soldi per l’amico Alemanno e per i sodali del PdL romano in lutto per la mancata presentazione della lista alle regionali. In questo finale della campagna elettorale ricordiamolo agli elettori leghisti.

RAI conferma bavaglio informazione.

15 Marzo 2010

L’atteso Consiglio di amministrazione della Rai con voto a maggioranza, 5 a 4, ha confermato il no alle trasmissioni d’informazione. Una decisione molto politica, visto che dopo la sentenza del TAR ,che dava via libera alle TV private, e dopo l’invito del Garante Calabrò era possibile decidere diversamente. Ma ha prevalso il diktat della maggioranza asservita i voleri di Berlusconi, che non solo si arroga il diritto di telefonare ai direttori dei tg e di chiedere a membri dell’Authority la cacciata dei giornalisti scomodi come Santoro e la chiusura del programma della Dandini, ma impone anche il bavaglio all’informazione della tv pubblica. In nessun paese democratico si è mai vista una cosa del genere! Come PD abbiamo chiesto una riunione urgente delle Commissione di Vigilanza per cambiare l’articolo scellerato che priva gli italiani del diritto costituzionale all’informazione.

TAR BOCCIA BAVAGLIO ALL’INFORMAZIONE TV.

12 Marzo 2010

Il Tar del Lazio, attivissimo in questo periodo preelettorale, ha detto no al regolamento dell’Authority delle Comunicazioni sulla par condicio. Come si ricorderà l’Autorità, obbligata dal regolamento liberticida approvato dalla Commissione di Vigilanza per le trasmissioni di informazione della RAI, aveva esteso alle tv private il divieto a proseguire nell’informazione giornalistica fino alla data della elezioni regionali. Lo aveva fatto a malincuore, consapevole di varare norme a rischio di legittimità costituzionale, ma vi era stata obbligata dal blitz censorio della maggioranza parlamentare contro Santoro, Floris, Annunziata, Gabanelli ecc. Ora il Tar dà ragione a La7 e a Sky che avevano ricorso con la Costituzione alla mano. Quindi viene ristabilità il diritto dei cittadini di poter vedere anche in periodo elettorale le trasmissioni d’informazione. Non ci sono più alibi anche per la RAI. La sentenza, anche se riferita alle tv private, è di fatto un no secco anche ai divieti RAI. Sarebbe ben strano che il diritto alla libertà d’informazione vigesse sulle tv private e non su quella pubblica. Si ripari al più presto al torto!

LISTE PDL. Riammesse col trucco.

6 Marzo 2010

Alla fine non hanno voluto aspettare il responso del TAR e del Consiglio di Stato, come fanno i normali cittadini che sbagliano. No, con la solita arroganza Berlusconi e compagnia hanno cambiato le carte in tavola per essere certi del risultato dei giudici. Questa è la verità sul decreto di ieri sera, “interpretativo” delle leggi elettorali. Ma “intrepretativo” solo per il Lazio e per la Lombardia. Cioè solo laddove in questione erano le liste del PDL. Siamo di fronte ad una nuova legge ad hoc, legge “ad listas” come ha commentato giustamente Emma Bonino. C’è solo da sperare che gli elettori diano ai dirigenti del PDL, pressapochisti e allergici alle regole della democrazia, una bella lezione di correttezza politica il prossimo28 marzo bocciandoli nelle urne.

REGIONALI. FORMIGONI CREDIBILITA’ IN CADUTA LIBERA.

3 Marzo 2010

Comunque se ne esca un fatto è certo. Questa vicenda della presentazione delle liste alle elezioni di fine mese lascerà una ferita sul volto del celeste presidente lombardo. Una ferita difficilmente rimarginabile in tempi brevi. Una ferita che racconta della superficialità e insieme della tracotanza di un presidente e di una coalizione che da sempre governano la Lombardia. Molti elettori si chiedono in queste ore , ma se governano con la stessa perizia con cui presentano le liste poveri noi! E poi davvero le regole si possono infrangere con l’antico me ne frego? Che credibilità ha una maggioranza con questo pedigree? Probabilmente il TAR rimedierà ,per carità di patria, ai pasticci del centrodestra. Ma gli elettori sono avvisati. Per questa ragione in Lombardia è tempo di cambiare. Un pò di opposizione non può far che bene a chi guarda con fastidio alle regole della democrazia e pensa che chi ha il potere può far di tutto.

DECRETO ROMANI BIS. Un commento.

2 Marzo 2010

) - ROMA, 1 MAR - ”Il testo varato dal Consiglio dei
Ministri sulla televisione (c.d. Decreto Romani) appare essere
una lieve attenuazione dello spirito censorio e autoritario che
animo’ la prima stesura, ampiamente criticata nelle commissioni
competenti di Camera e Senato. Non sembra, pero’, che alcuni
punti sostanziali abbiano trovato miglioramenti (i diritti
residuali dei produttori indipendenti, la delega all’Autorita’
per il diritto d’autore, la pubblicita’), mentre qualche
schiarita dovrebbe esservi sulle norme inerenti alla rete”. Lo
affermano i senatori del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della
commissione Cultura, e Luigi vimercati, segretario della
commissione Lavori pubblici. ”La definizione, infatti, di
‘’servizio media audiovisivo” - proseguono - escluderebbe blog,
giornali online e motori di ricerca, mentre rimarrebbe
l’autorizzazione per il livestreaming e permarrebbe la scelta
di dare all’Autorita’ per le Comunicazioni il ruolo di sceriffo
del web”. ”E’ evidente - aggiungono - che il governo sogna un’
”Hadopi italiana”. La prova provata e’ l’introduzione del
”parental control”, vale a dire lo strumento per aiutare i
genitori a controllare la vita virtuale dei propri figli. E’ da
dimostrare che ne possano trarre davvero vantaggio i minori,
mentre e’ certo che a farne le spese e’ l’autonomia della Rete.
”Ultimo e non ultimo - concludono Vita e Vimercati - entrerebbe
in scena all’articolo cinque una ben curiosa ”garanzia per gli
utenti”: il rispetto delle abitudini e delle preferenze degli
utenti medesimi nella numerazione dei canali digitali, in chiaro
e a pagamento.

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