DECRETO ROMANI BIS. Un commento.
) - ROMA, 1 MAR - ”Il testo varato dal Consiglio dei
Ministri sulla televisione (c.d. Decreto Romani) appare essere
una lieve attenuazione dello spirito censorio e autoritario che
animo’ la prima stesura, ampiamente criticata nelle commissioni
competenti di Camera e Senato. Non sembra, pero’, che alcuni
punti sostanziali abbiano trovato miglioramenti (i diritti
residuali dei produttori indipendenti, la delega all’Autorita’
per il diritto d’autore, la pubblicita’), mentre qualche
schiarita dovrebbe esservi sulle norme inerenti alla rete”. Lo
affermano i senatori del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della
commissione Cultura, e Luigi vimercati, segretario della
commissione Lavori pubblici. ”La definizione, infatti, di
‘’servizio media audiovisivo” - proseguono - escluderebbe blog,
giornali online e motori di ricerca, mentre rimarrebbe
l’autorizzazione per il livestreaming e permarrebbe la scelta
di dare all’Autorita’ per le Comunicazioni il ruolo di sceriffo
del web”. ”E’ evidente - aggiungono - che il governo sogna un’
”Hadopi italiana”. La prova provata e’ l’introduzione del
”parental control”, vale a dire lo strumento per aiutare i
genitori a controllare la vita virtuale dei propri figli. E’ da
dimostrare che ne possano trarre davvero vantaggio i minori,
mentre e’ certo che a farne le spese e’ l’autonomia della Rete.
”Ultimo e non ultimo - concludono Vita e Vimercati - entrerebbe
in scena all’articolo cinque una ben curiosa ”garanzia per gli
utenti”: il rispetto delle abitudini e delle preferenze degli
utenti medesimi nella numerazione dei canali digitali, in chiaro
e a pagamento.





