Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

 
BLOG | POLITIK

Aboliamo la Provincia di Milano.Una proposta a Pisapia e Podestà.

7 Luglio 2011

In questi giorni è riesploso in Parlamento la “vexata quaestio” dell’abolizione delle province. Alla Camera con una iniziativa un pò propagandistica,ma di indubbia efficacia politica, Di Pietro ha proposto di cancellare dalla nostra Costituzione il termine “province”.Forse era un modo un troppo sbrigativo per affrontare una argomento serio di riassetto delle nostre istituzioni, ma non si può non riconoscerne la grande efficacia comunicativa. I cittadini ,infatti,non vedono l’ora che si passi finalmente dalle parole ai fatti. E l’abolizione tout court delle province è un messaggio molto chiaro e molto atteso.Il tema, però, non può essere visto solo in termini di risparmi dei costi della politica, ma anche, e direi soprattutto, di efficienza della macchina amministrativa. Le Province più che enti inutili, sono enti superati dalla storia e,nel caso milanese, dalla complessità della vita urbana. Oggi Milano, lo ha certificato l’OCSE qualche anno fa,è una città di alcuni milioni di abitanti che vivono, si muovono, lavorano, si divertono, studiano in una grande area urbana. E’ questa la Milano che compete con successo nel mondo globalizzato. E’ questa la Milano che attrae i tantissimi visitatori del Salone del Mobile, i buyers internazionali della Moda, gli amanti della musica lirica della Scala. E questa Milano non ha, nell’anno di grazia 2011, un governo metropolitano all’altezza delle sue ambizioni di sviluppo e attrezzata ad affrontarne i problemi, dal traffico ai trasporti ,dall’ambiente allo sviluppo economico. Il tema è vecchio di decenni, già posto da Carlo Tognoli, Ministro delle Aree Urbane negli anni ‘80, ripreso da Filippo Penati che, da Presidente della Provincia, si era speso con forza per la realizzazione della città metropolitana milanese. Esiste, inoltre, un disegno di legge che ho scritto a quattro mani con Marilena Adamo e che è all’attenzione del Senato. E’, poi, già legge dello Stato il percorso che possono attivare Comune capoluogo e Provincia per dare finalmente attuazione al dettato costituzionale che nel nuovo Titolo V prevede accanto alle Regioni e ai Comuni per l’appunto la città metropolitana. In attesa che a Roma si consumino riti politici inconcludenti, mi rivolgo al Presidente Podestà e al Sindaco Pisapia.Abbiate coraggio, soprattutto nel momento in cui state chiedendo ai milanesi di fare nuovi sacrifici. Prendete voi l’iniziativa di superare il vecchio assetto isituzionale che rende Milano non governabile.Avviate il percorso previsto dalla legge per abolire la Provincia e dare a tre milioni di milanesi una casa comune.Si può fare presto e bene, di certo prima del 2014 anno nel quale è previsto il rinnovo del consiglio provinciale.Milano può raggiungere da sola gli obiettivi di consistenti risparmi dei costi della politica e di modernizzazione delle sue istituzioni rappresentative.E perchè no riproporsi, anche per questa via, come capitale morale del Paese.

INTERNET, SENATORI PD: “SUBITO MORATORIA E CALABRO’ SI SPIEGHI IN SENATO”

29 Giugno 2011

(9Colonne) Roma, 29 giu - “Abbiamo chiesto oggi nella competente commissione
Lavori pubblici del Senato un’audizione urgente del presidente dell’Agcom
Corrado Calabrò”. Lo annunciano i senatori del Pd, Vicnenzo Vita e Luigi
Vimercati.
“Il tema sul quale riteniamo urgentissimo un chiarimento - spiegano - è il
regolamento sui diritti d’autore. Da quanto emerge si può supporre che la
disciplina in via di definizione vada oltre la delega già discutibile prevista
dal decreto Romani di fine marzo 2010. Inoltre, pare inquietante l’eventuale
surroga dei poteri del giudice naturale, con l’ipotesi di chiusura, in caso
di inadempienza, dei siti “rei” di violare il diritto d’autore.
“Pare a noi un esercizio improprio della delega -aggiungono - tanto più che lo
stesso Calabrò nella recente relazione al Parlamento ha dichiarato necessaria
una norma primaria di legge. E’ opinione comune in tante parti del Parlamento
che, a questo punto, sia opportuna una moratoria, in attesa di una procedura
istituzionalmente più corretta, non lesiva delle prerogative delle Camere”.
“Siamo fiduciosi - concludono Vita e Vimercati - che proprio l’Agcom non
voglia disattendere un principio generale, la cui violazione porterebbe a una
quantità infinita di contenziosi

Il COACH Bisignani e la RAI.Il marcio travolge Viale Mazzini.

22 Giugno 2011

Nel sempre fantasioso villaggio Rai è ormai comparso un nuovo protagonista:il “coach” Luigi Bisignani,come lo chiama affettuosamente un dirigente Rai. Gigi per gli amici, da Letta a Masi. Dall’inchiesta di Napoli sulla P4 scopriamo, infatti, che Luigi Bisignani,faccendiere di molte stagioni e lobbista al servizio di Berlusconi, era il vero Direttore Generale della televisione pubblica. Nè il Consiglio di Amministrazione, per la cui nomina si accapigliano i partiti,nè il Direttore Generale Masi avevano il pieno controllo della gestione dell’azienda. Era il coach infatti a nominare, premiare,licenziare dirigenti e giornalisti.La lettera di licenziamento di Michele Santoro, si scopre , fu scritta da Bisignani e non dai legali RAI.
Le intercettazioni, aldilà della rilevanza penale che spetta ai magistrati giudicare, rivelano una subordinazione della Rai al lobbista Bisignani che spiega le ragioni dell’impossibilità dell’azienda di essere per davvero servizio pubblico e che aggravano, se possibile,il già pesante conflitto d’interesse di Silvio Berlusconi, proprietario del concorrente Mediaset e dominus assoluto della TV pubblica, in qualità di capo del governo, sia attraverso la maggioranza del cda, sia attraverso il governo occulto di Bisignani.
Le risposte dell’azienda sono ad oggi troppo deboli.E’ urgente che se occupi la Commissione di Vigilanza. E’ infatti necessario fare piazza pulita del marcio che emerso. E si può fare in solo modo.Cambiare rapidamente la governance della RAI. Togliere i partiti dalla diretta gestione aziendale.Il PD ha presentato in proposito un disegno di legge con prima firma Bersani che può bonificare rapidamente la Tv pubblica. Si approvi al più presto e si cancelli la pessima legge Gasparri che ha reso ancora più ferro il controllo della politica sulla RAI. Il nuovo vento di rinnovamento deve cambiare anche Viale Mazzini. E subito.

REFERENDUM.Nuova mazzata su Berlusconi e Bossi.

13 Giugno 2011

Grande successo dei referendum. Partecipazione oltre il 57%. I SI superano il 90% in tutti e quattro i quesiti. Come 20 anni fa Craxi, anche ieri e oggi gli italiani hanno risposto in massa all’appello del potente di turno di andare al mare. Sono andati ai seggi e hanno abrogato leggi importanti volute dal governo di centrodestra.Ma contemporaneamente hanno manifestato chiaro e forte il proposito di abrogare anche il governo stesso. Il primo risultato politico è proprio questo. Gli italiani, in coerenza con la recente tornata amministrativa, si sono espressi per una decisa svolta politica. Sta al centrosinistra raccogliere il messaggio e offrire al Paese una alternativa forte e credibile di governo.Emerge, poi, una vera e propria rivoluzione culturale nella opinione degli italiani.Dal voto esce la novità di un Paese consapevole che la crescita economica, da tutti invocata per uscire dalla crisi, non potrà che avvenire coniugando sviluppo e sostenibilità ambientale,efficienza economica e salvaguardia di preziosi beni comuni come l’acqua. E’ un messaggio che dà l’idea di come sia cambiata la nostra opinione pubblica,molto più vicina al sentire comune degli altri paesi europei e lontana anni luce dal pressapochismo e dalla faciloneria provinciale di Lega e PdL. Da oggi cambia la musica.Da oggi si può cominciare ad intravedere un futuro migliore per l’Italia.

Governo allo sbando.Senato boccia DDL anticorruzione.

8 Giugno 2011

Primi effetti della scoppola elettorale delle recenti elezioni amministrative. Oggi in Senato il governo è stato seccamente battuto sull’importante disegno di legge di lotta alla corruzione. Il testo pretendeva di affidare a Berlusconi la guida della taskforce anticorruzione.E patatrac! Già all’articolo 1 l’iter si ferma. Vistose assenze nelle file della Lega ma soprattutto del PdL hanno determinato la prima vera sconfitta del centrodetrsa al Senato dove gode di una maggiornanza blindata. Sono partitele illazioni sulle ragioni della disfatta. Colpevole sottovalutazione certo, ma qualcuno nel centrodestra adombra messaggi trasversali a Berlusconi da parte di senatori vicini a Scajola. Assenti quasi tutti i senatori membri del governo. Certo è la prima volta che la maggioranza perde il controllo dell’aula del Senato. E questo dà l’idea di una maggioranza davvero allo sbando. Se domenica i referendum faranno il quorum è facile prevedere che difficoltà aumenteranno nelle prossime settimane. Evidentemente l’incontro di Arcore tra Bossi e Berlusconi è servito a poco. Prognosi infausta per la durata del governo.

A Milano non ha vinto l’estremismo. Pisapia nuovo volto del riformismo.

31 Maggio 2011

Si è affermata una pericolosa corrente di pensiero nel commento al voto milanese. Per il centrodestra con Berlusconi in testa ha vinto l’estremista di sinistra, il comunista Pisapia. A sinistra suona come una conferma a questa tesi il discorso di Vendola in P.zza Duomo:” abbiamo espugnato Milano” . Sono di corredo a queste opinioni, che rischiano di diventare il main stream postelettorale, autorevoli opinionisti del Corriere della Sera, Cazzullo/Panebianco, del Sole 24Ore Folli, della Stampa Ricolfi. Anche Mannheimer, senza proporre un’analisi dei flussi elettorale nè un’analisi dei dati, dice che i ” veri vincitori ” delle elezioni sono l’IDV, partito di De Magistris e SEL, partito di Pisapia. Tutto ciò è, in realtà ,lontano da una pur superficiale analisi dei risultati elettorale e ,ancor di più, di una attenta analisi politica. Anche trascurando la vittoria di tanti candidati PD, da Torino a Trieste e giù a scendere, la lusinghiera affermazione delle liste PD nel centro nord dovrebbe indurre ad una più meditata riflessione e a vedere in questo voto non solo la protesta di tanti cittadini, ma anche la individuazione da parte degli elettori di una forza politica, il PD, a cui gli elettori hanno, di fatto, chiesto di promuovere il cambiamento.

Il dato milanese, poi, non si spega con la lettura “ha vinto un estremista”. In attesa delle analisi dei vari istituti di ricerca, già la composizione del consiglio comunale suggerisce una diversa lettura. Su 29 consiglieri di maggioranza ben 20 sono targati PD e solo 5 (3 SEL e 2 Rifondazione) sono ascrivibili alla cosiddetta sinistra estrema, gli altri 4 sono stati eletti 2 nella Lista civica , 1 dai Radicali, 1 da IDV. Quindi i milanesi hanno votato in grande prevalenza le liste di centrosinistra non di sinistra estrema. E questo per chi conosce Milano non può stupire. Milano è sempre stata la città italiana del riformismo e , sia pure nelle mutate condizioni politiche, si conferma tale.

Una sia pur rapida analisi politica ci dice poi che il successo di Pisapia è stato possibile per lo spostamento sul suo nome della borghesia liberale, che a Milano in tempi passati votava socialista, repubblicano,liberale. Il tutto valeva circa un 30 % di voti. Questo blocco ha sostenuto, dopo tangentopoli, in grande maggioranza Berlusconi e la Lega( Sindaco Formentini). Oggi probabilmente questo blocco si è in parte sgretolato sulla spinta dell’iniziativa forte dei Bassetti,Crespi,Guido Rossi e amici che hanno davvero fatto la differenza spostando sul candidato di centrosinistra una parte significativa di quel mondo. In sintesi a Milano non hanno vinto nè i centri sociali come dice la destra, nè la sinistra sinistra come dice Vendola. Ha vinto l’alleanza tra il riformismo, incarnato dal volto gentile di Pisapia, e la borghesia liberale. Per questo è una vittoria che può segnare un esperimento utile alla costruzione dell’alternativa nazionale a Berlusconi. Altre letture non sono molto giustificate e danno armi alla propaganda della destra.

Decisivi i ballottaggi di Milano e di Napoli.

27 Maggio 2011

Siamo al rush finale per i ballottaggi. Ci arriviamo nelle peggiori delle condizioni per la sguaiataggine della campagna della destra, campagna che ha avuto il suo clou con il siparietto penoso Berlusconi/Obama al G8 francese. Ci avevano promesso toni moderati per fare ammenda della campagna urlata e scorretta del primo turno. Ma niente. PdL e Lega hanno ormai maturato una cifra politica di puro scontro e questo ha segnato anche i 15 giorni di ballottaggio. A Napoli la candidatura di De Magistris è cresciuta forte dell’appoggio del PD partenopeo. Questo ha determinato una reazione scomposta di Lettieri, candidato PdL, che temendo di perdere ha intanto perso le staffe chiamando il magistrato IDV ” delinquente”. A Milano i manifesti moderati con Albertini e Moratti sono strati sovrastati da quelli ossessivi sulla moschea, i rom, la droga ecc. La Moratti si è anche rimangiata pezzi interi delle sue decisioni a partire dall’Ecopass. Più in generale ha cercato di attizzare la paura dei milanesi più poveri verso Pisapia “amico di Rom e Islam”. Alla faccia della moderazione. Bene ha risposto ieri ad Annozero Adriano Celentano a Lupi. ” Ma voi ciellini che razza di cristiani siete che negate la libertà di preghiera agli altri?” La Milano moderata sono certo sceglierà Pisapia.

MILANO:PISAPIA FAVORITO AL BALLOTTAGGIO.

17 Maggio 2011

Tutti ci auguravamo di portare Piasapia al battoggio di Milano,ma nessuno si aspettava di vederlo in testa di ben 6 punti sulla Moratti. E’ un voto straordinario per il centrosinistra milanese. Un voto che bisogna trasformare in vittoria definitiva tra 15 giorni. E’ un voto molto incoraggiante per il centrosinistra nazionale. E’ la prova che si può vincere anche al Nord. Che si può battere Berlusconi nella sua casamatta. Che si può anche dare un colpo duro alla Lega, che pensava di avvantaggiarsi del passo falso del Cav. Il voto di Milano rappresenta, dunque , uno spartiacque. Forse è finita l’invincibilità del berlusconismo. Solo l’anno scorso il centro destra aveva fatto quasi cappotto alle regionali. Relegando PD e alleati nelle region i rosse e poco altro. Sembra passato un secolo da allora. Eppure in 12 mesi tra bunga bunga, incapacità del governo di dare risposte alla cris e malgoverno locale(Moratti) il Cav sembra alle corde. La legislatura sembra aver imboccato una strada diversa. Quella del declino accelerato del berlusconismo. Berlusconi ha perso i poteri magici. L’incantatore non incanta più. Da Milano si può ripartire per iniziare una fase politica nuova. Sta al PD farsi interprete del cambiamento, chiesto a gran voce dai milanesi , dagli elettori del Nord e presto , forse , da tutti gli italiani. E’ ora che si metta in cantiere una proposta alternativa di governa da presentare agli italiani alle prossime elezioni politiche. L’Italia se lo aspetta.Il successo del PD va trasformato in forte iniziativa politica. Attorno al PD si può dar vita ad una grande alleanza alternativa alla destra.

CASA,ACQUA E SPIAGGE.COLPO DI MANO DEL GOVERNO.

6 Maggio 2011

Il decreto sviluppo tanto atteso è arrivato al consiglio dei ministri di ieri.Ma lungi da dare una salutare e benefica frustata alla nostra economia che tutti , imprenditori e lavoratori, auspicano da tempo, contiene norme devastanti per l’ambiente. Gravi le nuove norme del cosiddetto Piano casa, già fallito altre due volte. La logica è la medesima. Non disponendo di risorse per incentivare le imprese e i comuni per progetti di edilizia pubblica o di housing sociale, Tremonti dice fate quel che volete, aumentate come vi pare la volumetria degli edifici esistenti fino al 20% senza pagare dazio. L’importante è costruire. Delle conseguenze per l’ambiente chissenefrega!Piani regolatori, competenze comunali e regionali,tutte cose da comunisti contrari allo sviluppo economico.
Gravissimo è poi il regalo fatto a chi già occupa le spiagge italiane,bene pubblico negli altri paesi,bene in Italia già soggetto ad un salatissimo biglietto per accedere all’arenile con l’obbligo di lettino e ombrellone.Ebbene non bastava. Tremonti e Berlusconi, in violazione delle norme europee sulla concorrenza, hanno deciso di dare ai concessionari un diritto di superficie per 90 anni!!!!Valido anche per nipoti e pronipoti. Senza gara e senza salvaguardia minima per chi vuole andare in spiaggia senza l’obbligo di pagare conti astronomici allo stabilimento balneare. Infine nel decreto è spuntata l’Autorità per l’Acqua, ma al solo scopo di impedire anche il referendum sulla privatizzazione dell’acqua previsto il 12 e 13 giugno. Daremo battaglia in parlamento per smontare ad una ad una queste norme vergognose.

Campagna elettorale:Moratti nel pallone.

15 Aprile 2011

Sarà l’effetto della bat-casa di quel genio del figlio, sarà il timore di andare al ballottaggio, ma le ultime uscite della Moratti danno l’idea di un candidato nel pallone. Un giorno dà dell’abortista a Pisapia, un altro giorno veste di verde, non leghista, ma antinucleare. E’ comunque un personaggio molto diverso dal Sindaco tutto governo del fare della sua campagna di comunicazione che ha inondato Milano. Lì immagine di autorevolezza,qui trapela timore, forse una paura matta. E ha ragione. Perchè i rumors milanesi non dicono niente di buono sulle sue chances elettorali. Agli elettori piace sempre meno. Si spiega così la “discesa in campo”, l’ennesima di Berlusconi come capolista PdL a Comune. Buttarla in politica per risollevare le sorti di un sindaco in deficit di popolarità. Ciò significa che le possibilità di vincere del centrosinistra sono alte. Bene ha fatto il PD ha presentare una lista di alto profilo e a caratterizzare con un forte impegno civico i suoi candidati. Tra questi ci permettiamo di segnalare Pier MARAN, un giovane consigliere comunale che ha ben operato nel lavoro di opposizione al centrodestra meneghino, ma che soprattutto ha idee nuove per il futuro di Milano. Domani si presenta al Teatro Puccini alle 11. Vi invito a sostenerlo.

fanfacebook

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

photogallery
termovalorizzatore