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14/07/2010
MANOVRA: VIMERCATI (PD), IL GOVERNO IGNORA LO SVILUPPO DELLA BANDA LARGA PER RILANCIARE L'ECONOMIA E L'OCCUPAZIONE
Come da copione, il Governo ha posto al Senato la fiducia sul maxiemendamento al decreto legge della manovra anticrisi. Palazzo Madama voterà la fiducia entro domani, dopo di che il provvedimento, che va convertito in legge entro fine luglio, passerà al vaglio della Camera. Duro l'intervento in aula del senatore del Pd Luigi Vimercati, il quale ha sottolineato come la manovra di soli tagli colpisca indiscriminatamente i cittadini, specie quelli più deboli, ma non ponga le basi per uscire dalla recessione attraverso la creazione di più opportunità per le aziende e di più lavoro per tutti. Non c'è, per Vimercati, uno straccio di idea per innovare il sistema delle imprese e quello della pubblica amministrazione, per esempio dando impulso alla diffusione della banda larga per colmare il divario digitale, generare nuova occupazione subito e contribuire alla risalita del Pil: un'operazione contemplata nell'agenda europea e già fatta propria da Paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna. L'Italia resta al palo. E' sparita persino la dote di 800 milioni lasciata in eredità dal Governo Prodi, che sembrava destinata a finanziare il piano Caio, poi Romani, per portare un minimo di banda larga a tutti gli italiani: quei soldi hanno trovato altre destinazioni. Il Governo Berlusconi ha inoltre cestinato un emendamento del Pd per mettere a gara pubblica le frequenze via via liberate dal passaggio della televisione dall'analogico al digitale terrestre. Un tesoretto che avrebbe potuto fruttare un paio di miliardi e mezzo, un decimo del valore della manovra confezionata da Tremonti, utilizzabili per concretizzare il piano Romani, evitare la cancellazione di tanti enti culturali, non far mancare agli invalidi, quelli veri, un aiuto decente da parte dello Stato. Se ne riparlerà a Montecitorio.
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